
Se confrontiamo i produttori Giapponesi con quelli Tedeschi, emergono due filosofie ingegneristiche profondamente diverse.
I costruttori Giapponesi puntano tradizionalmente su efficienza, comfort operativo e qualità del lavoro per l'utilizzatore finale, mantenendo al tempo stesso bassi i costi di manutenzione.
Le case Tedesche come Heidelberg, KBA e Roland, invece, privilegiano le prestazioni (22.000 c/h) – anche a costo di una maggiore complessità meccanica e di spese di gestione più elevate.
Il mantra Giapponese è "consumare l'energia in modo intelligente". Non a caso, già nel 2008 Mitsubishi presentava i primi motori ECOdrive a basso consumo energetico.
Marchi Giapponesi come RMGT e Komori adottano inoltre materiali durevoli e soluzioni di comprovata affidabilità, privilegiando stabilità e continuità produttiva.
I produttori Tedeschi sviluppano sistemi più sofisticati e adattivi, progettati per offrire risposte immediate, maggiore automazione e velocità superiori.
In sintesi, la differenza tra le due scuole non è soltanto tecnica, ma anche culturale: efficienza e praticità VS prestazioni e dinamismo.
